Cos'è la Baltic Air Policing e perché l'Italia è in prima linea
Le recenti circostanze geopolitiche hanno acceso i riflettori sul coinvolgimento dell’Aeronautica Militare nel teatro del Baltico. Si tratta di un impegno crescente, caratterizzato dal dispiegamento dei versatili caccia Eurofighter Typhoon. A luglio, Roma ha infatti assunto formalmente la guida del nuovo turno della missione Baltic Air Policing, un dispositivo permanente pensato dalla NATO per sorvegliare e difendere lo spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania. Entrati nell’Alleanza Atlantica nel 2004, questi tre Paesi non dispongono di una propria componente da caccia intercettore.
A farsi carico di questa responsabilità è la Task Force Air “Baltic Thunder III”, equipaggiata con velivoli provenienti dal 4º Stormo di Grosseto, dal 36º Stormo di Gioia del Colle, dal 37º Stormo di Trapani e dal 51º Stormo di Istrana. I caccia italiani sono schierati presso la base aerea di Šiauliai, in Lituania. Questo sito, che rappresentava uno dei principali aeroporti militari sovietici durante la guerra fredda, costituisce oggi un'infrastruttura di rilievo strategico per la proiezione alleata e la difesa collettiva nella regione.
Oltre che dal Combined Air Operations Centre (CAOC) di Uedem, in Germania, la missione Baltic Air Policing dipende direttamente dal controllo del NATO Allied Air Command (AIRCOM) di Ramstein, sempre in territorio tedesco.
Eurofighter Typhoon: le caratteristiche del caccia intercettore italiano
Gli Eurofighter Typhoon (F-2000A) sono caccia intercettori multiruolo di quarta generazione avanzata, ottimizzati per la superiorità aerea e la difesa dei cieli. Il velivolo è in grado di volare a velocità supersonica senza attivare i postbruciatori (supercruise) e raggiunge una velocità massima di circa 2.450 chilometri orari (Mach 2).
Queste caratteristiche tecniche rendono il Typhoon il velivolo ideale per una missione che si propone non soltanto di rafforzare la postura difensiva alleata, ma anche di garantire un servizio di Quick Reaction Alert (QRA). I piloti italiani devono infatti essere pronti a decollare in pochissimi minuti, allo scopo di intercettare e rispondere a qualsiasi potenziale minaccia.
Lo scorso 3 agosto, due Eurofighter sono decollati in emergenza da Šiauliai su ordine del CAOC di Uedem per intercettare due velivoli militari russi in volo nello spazio aereo internazionale sopra il Mar Baltico. Tra questi è stato identificato anche un bombardiere tattico supersonico Sukhoi Su-24 dell’aviazione navale di Mosca.
Il "battesimo del fuoco" nel Baltico: l'abbattimento del drone in Lettonia
La prontezza operativa della Task Force Air ha toccato il suo culmine a metà agosto, in quello che può essere definito un autentico “battesimo del fuoco” operativo per gli Eurofighter italiani. Nella mattinata del 14 agosto, i caccia dell’Aeronautica Militare si sono alzati in volo a seguito del rilevamento di un drone non identificato nei cieli della regione lettone di Balvi, non distante dal confine con la Russia.
I piloti italiani hanno intercettato e successivamente abbattuto il velivolo. Le conferme ufficiali sugli sviluppi dell'operazione sono arrivate dalla portavoce alleata Allison Hart e dal ministro degli Esteri lettone, Baiba Braže, che ha espresso la propria riconoscenza per il contributo dei partner: «Siamo grati ai nostri alleati italiani per il mantenimento dell’integrità dello spazio aereo».
Secondo le informazioni disponibili, il drone neutralizzato non era un mezzo ostile in origine, bensì un velivolo ucraino andato fuori rotta dopo essere stato deviato dalle contromisure di guerra elettronica russe attive nell'area. Un episodio che ha confermato la complessità dello scenario baltico, dove questi sistemi interferiscono regolarmente con le tecnologie di navigazione satellitare.
Immagine di copertina: caccia Eurofighter F-2000 dell’Aeronautica Militare presso la base aerea di Ämari, in Estonia. (NATO)