Una cooperazione forse insolita, ma coerente con le necessità dell’Aeronautica Militare: al fianco di Helsinki, Roma ha partecipato lo scorso maggio all’esercitazione “Imminent Field 26”, tenutasi proprio sul suolo finlandese. Per la precisione, sulle arterie dell’esteso Paese nordico: organizzate nei pressi di Jokioinen, nella provincia meridionale del Kanta-Häme, le manovre avevano infatti lo scopo di eseguire atterraggi su un tratto della Strada nazionale 2, un’importante direttrice che collega l’area di Helsinki alla costa del Golfo di Botnia, sul Mar Baltico.
Non sorprende che l’Italia abbia dispiegato caccia F-35B: questa variante dell’aereo da combattimento progettato da Lockheed Martin possiede capacità peculiari, come il decollo in spazi ridotti e l’atterraggio verticale. Caratteristiche che consentono agli esemplari di operare non soltanto in contesti tradizionali (su tutti basi e imbarcazioni), ma anche in condizioni di emergenza e infrastrutture meno adeguate, come piste di dimensioni ridotte. Sotto questo aspetto, i velivoli italiani e i caccia finlandesi F/A-18 “Hornet” si sono esercitati in operazioni di atterraggio e decollo corto sulla porzione di strada coinvolta, riposizionandosi in seguito presso l’aeroporto di Tampere-Pirkkala.
L’interesse per le arterie costituisce un argomento di rilievo per gli addetti ai lavori: durante un conflitto armato le basi aeree rappresentano un bersaglio prioritario e i piloti devono essere pronti a utilizzare anche superfici di fortuna, lontano dai siti più attrezzati. La Finlandia, che condivide con la Russia una vasta frontiera dalla Lapponia al Mar Baltico, conosce meglio di altri il bisogno di disperdere le proprie forze. Questa dottrina obbliga il Paese minacciato ad accelerare le manovre, ma riduce la prevedibilità e il rischio di perdite su larga scala: un concetto ripreso dalla NATO attraverso le tattiche “Agile Combat Employment” (ACE), finalizzate a migliorare la flessibilità operativa in ambienti ostili e a ridurre la dipendenza dalle infrastrutture specializzate.
Helsinki dispone dunque di un’esperienza significativa in questo ambito, di cui l’Aeronautica Militare ha bisogno per affrontare le potenziali sfide imposte da un contesto internazionale instabile, non solo in Europa. Sul piano interno, Roma deve tuttavia confrontarsi con le differenze sostanziali tra la propria rete stradale e quella finlandese: mentre i segmenti del Paese nordico sono progettati con l’obiettivo specifico di sostituire le piste di atterraggio se necessario, le arterie italiane si focalizzano soltanto sul trasporto civile e commerciale. Svincoli, cavalcavia e segnaletica sono oggi incompatibili con le operazioni di velivoli militari, che in Finlandia non incontrano ostacoli fissi. Helsinki non conosce inoltre una densità di traffico paragonabile a quella italiana: chiudere ampi tratti per convertire la sede stradale in una pista militare paralizzerebbe la circolazione, un fattore che i pianificatori non potranno trascurare. Mancano oltretutto le aree di sosta laterali concepite per nascondere, rifornire ed eventualmente riparare i velivoli.
Ciò nondimeno, l’acquisizione di caccia F-35B e l’interesse crescente per esercitazioni incentrate sulla dispersione testimoniano l’intenzione di adeguarsi a modelli più agili, oltre a confermare l’impegno italiano nel supporto alla sicurezza della regione baltica. L’esperienza finlandese non può essere replicata sulle strade italiane in modo fedele, ma può evolversi e adattarsi a una realtà differente. Lo scorso febbraio, il comandante delle Forze da combattimento dell’aeronautica, generale Silvano Frigerio, aveva infatti dichiarato come Roma stesse valutando la possibilità di utilizzare alcuni segmenti autostradali in caso di minaccia alle basi principali. Un processo seguito con attenzione da Paesi con problemi simili, come Gran Bretagna, Irlanda e Belgio.
Immagine di copertina: Un caccia F-35B “Lightning II” dell’Aeronautica Militare durante l’esercitazione “Imminent Field 26” in Finlandia. Foto: Eero Leppänen / Ilmavoimat, CC BY 4.0