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Conosciuta con il soprannome di "Waddo", la base aerea di RAF Waddington costituisce un importante sito della Royal Air Force nei pressi di Lincoln, a distanza relativamente breve dalla costa orientale britannica sul Mare del Nord. Si tratta del principale centro della RAF per l'intelligence, la sorveglianza e la ricognizione, ma ospita non di rado interessanti manovre tra alleati: tra queste, merita menzione l'esercitazione Cobra Warrior, che ha visto di recente anche la partecipazione dell'Aeronautica Militare.

Il rischieramento italiano a RAF Coningsby

L'edizione Cobra Warrior 26-2, svoltasi dall'11 settembre al 2 ottobre 2026, ha coinvolto velivoli britannici, italiani e tedeschi. Una circostanza che non sorprende, considerato che i partner condividono l'impiego del caccia multiruolo Eurofighter Typhoon.


Protagonisti di un impegno crescente lungo il fianco orientale della NATO, gli esemplari italiani dispiegati oltremanica appartenevano a tutti i reparti di volo che operano con questa piattaforma:
  • 4° Stormo di Grosseto
  • 36° Stormo di Gioia del Colle
  • 37° Stormo di Trapani-Birgi
  • 51° Stormo di Istrana
Dopo l'arrivo nel Regno Unito, i caccia dell'Aeronautica Militare sono stati rischierati presso la vicina base RAF di Coningsby.

Il Weapons Instructor Course (WIC) e il ruolo dell'A.S.W.C.

Per Roma, questo appuntamento ha rappresentato la fase conclusiva e fondamentale del Weapons Instructor Course (WIC), programma che si propone di formare e certificare i futuri istruttori di tiro e tattiche. Queste figure di riferimento sono addestrate a gestire la pianificazione, la condotta e la valutazione di operazioni aeree complesse in scenari multinazionali.
Differentemente dal passato, l'edizione appena conclusa ha visto un forte coinvolgimento del neonato Air and Space Warfare Centre (A.S.W.C.) di Pratica di Mare, che ha agito come "regia dottrinale e metodologica" dietro la partecipazione italiana. Oltre alla valutazione dell'efficacia di software e sistemi d'arma degli Eurofighter, il centro ha utilizzato gli scenari nei cieli britannici per testare sul campo le nuove tattiche operative dell'Aeronautica Militare, con una particolare attenzione per i contesti interforze.

Scenari "Contested and Degraded" e operazioni Joint All Domain

Non a caso, gli Eurofighter Typhoon italiani sono stati integrati in una flotta comune che comprendeva gli stessi modelli utilizzati da RAF e Luftwaffe, impegnati in simulazioni di contesti ad alta intensità. Nel ricreare scenari contested and degraded, gli equipaggi hanno operato in ambienti caratterizzati da forti minacce simmetriche ed elettroniche – come il jamming o il GPS degradato – allo scopo di testare la resilienza e l'efficacia dei sistemi d'arma del velivolo.
I caccia italiani hanno partecipato anche a operazioni Joint All Domain, dove hanno agito all'interno di una complessa rete di forze aeree, marittime e terrestri alleate. In questa fase, hanno preso parte alle manovre anche i velivoli della United States Air Force (come i caccia F-15E Strike Eagle) e della Royal Netherlands Air Force. I piloti si sono inoltre addestrati tanto in ruoli di difesa aerea – Defensive Counter Air (DCA) – quanto in funzioni offensive – Offensive Counter Air (OCA) – per neutralizzare le minacce avversarie.
Non differentemente dalle precedenti edizioni, la finalità di queste manovre era continuare ad ottimizzare la standardizzazione delle procedure con gli alleati. Un obiettivo legato all'interoperabilità che i resoconti ufficiali diffusi dai vertici della NATO considerano raggiunto.

Immagine di copertina: un caccia Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica Militare durante l'esercitazione Cobra Warrior 26-2 in Gran Bretagna. (Crediti: UK Ministry of Defence / © Crown copyright)