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Il ruolo di Nave Alliance: la difesa italiana nel teatro dell'Artico

Quando si riflette sulla proiezione internazionale italiana, in pochi pensano al teatro dell'Artico. Freddo e ampiamente distante da Roma, questo palcoscenico forse non gioca, nell'immaginario comune, un ruolo di primo piano nelle strategie in materia di difesa e diplomazia. Eppure, anche i Paesi del bacino del Mediterraneo attribuiscono oggi all'Alto Nord una non trascurabile importanza.
Pur non essendo uno Stato geograficamente artico, l'Italia detiene dal 2013 lo status ufficiale di "Paese osservatore permanente" nel Consiglio Artico, un forum internazionale fondato nel 1996 per affrontare i problemi regionali. La politica di Roma in questo teatro internazionale è stata formalmente codificata in un documento strategico pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri, da quello della Difesa e dal dicastero dell'Università e della Ricerca.
Il testo offre spunti interessanti per osservatori e addetti ai lavori: secondo gli autori, la proiezione dell'Italia nell'Artico si basa sul principio della "scienza come strumento di diplomazia e sicurezza". Sotto questo aspetto, pochi mezzi incarnano questa strategia come Nave Alliance, un asset militare-scientifico che consente a Roma di stabilire una presenza fisica, tecnologica e politica nell'Alto Nord.

Che cos'è Nave Alliance: caratteristiche e gestione operativa

Nave Alliance è un'unità polivalente di ricerca oceanografica (NRV – NATO Research Vessel) di proprietà dell'Alleanza Atlantica. Dal 2016, in seguito a un accordo strategico con il CMRE (Centre for Maritime Research and Experimentation), l'imbarcazione batte bandiera italiana, accoglie un equipaggio della Marina Militare e coordina con la coalizione il proprio impiego scientifico.
Realizzata a La Spezia da Fincantieri tra il 1984 e il 1986, questa nave ha un dislocamento di 3.180 tonnellate per 93 metri di lunghezza. I suoi tratti distintivi la rendono un gioiello dell'ingegneria navale:
  • Silenziosità avanzata: è una delle imbarcazioni da ricerca più silenziose al mondo, dotata di una propulsione isolata per non interferire con i delicati strumenti di rilevamento acustico subacqueo.
  • Laboratori all'avanguardia: dispone di circa 400 metri quadrati di aree di lavoro a ponte aperto, gru pesanti, argani e laboratori scientifici avanzati per analizzare immediatamente i dati raccolti.
  • Resistenza ai ghiacci: pur non essendo un rompighiaccio pesante, possiede uno scafo e caratteristiche strutturali idonee alla navigazione in sicurezza nelle acque estreme e tra i ghiacci frammentati dell'Artico.

Il valore strategico nell'era della militarizzazione artica

Il ruolo di Nave Alliance è cresciuto in seguito alla recrudescenza delle tensioni con Mosca e alla progressiva militarizzazione della regione artica. Sebbene la nave non sia armata, le sue attività nell'ambito di programmi annuali o all'interno della NATO Task Force X-Arctic rivestono oggi un valore fortemente strategico.
Le sue missioni principali si concentrano su tre pilastri fondamentali:
  • Mappatura acustica e ASW (Anti-Submarine Warfare): la nave mappa le proprietà fisiche della colonna d'acqua e i fondali dell'Oceano Artico. Comprendere come il suono viaggia sotto il ghiaccio e nell'acqua fredda è fondamentale per il tracciamento dei sommergibili, garantendo la superiorità alleata nella sorveglianza sottomarina.
  • Monitoraggio dei mutamenti geopolitici e climatici: lo scioglimento dei ghiacci polari sta aprendo nuove rotte commerciali e l'accesso a risorse energetiche contese. I dati raccolti dal sistema di ancoraggi sottomarini (mooring) di Nave Alliance aiutano i ricercatori a prevedere l'evoluzione ambientale del teatro artico.
  • Sperimentazione tecnologica: la nave viene utilizzata come piattaforma d'avanguardia per testare droni subacquei, sensori avanzati e sistemi di comunicazione in ambienti ostili e a latitudini estreme.
La sua stessa presenza garantisce la proiezione e la sorveglianza alleata in un quadrante geografico oggi centrale per la sicurezza e la difesa collettiva di Europa e Nordamerica.

Il programma "High North" e i record della Marina Militare

Tra le iniziative che vedono protagonista Nave Alliance, il programma High North riveste un ruolo di primo piano. Si tratta di un programma pluriennale di ricerca nell'Artico della Marina Militare, avviato nel 2017 e coordinato sul piano scientifico dall'Istituto Idrografico della Marina.
Proprio durante la campagna High North 25, l'unità ha stabilito un primato storico per la Marina Militare, raggiungendo la latitudine di 82° 18.7' N e portandosi dunque a meno di 800 chilometri dal Polo Nord geografico. Nel corso delle campagne condotte fino a oggi, sono stati mappati complessivamente oltre 31.800 chilometri quadrati di fondale marino (un'area superiore alla superficie della Sicilia), concentrando l'attività in zone cruciali come lo Stretto di Fram, il passaggio tra le Isole Svalbard e la Groenlandia.


Scienza, ambiente e l'esperimento "ICE-BLUE"

Iniziative come High North integrano dati multidimensionali per scopi sia ambientali sia difensivi. La mappatura tridimensionale ad altissima risoluzione fornisce dati precisi volti a consentire la navigazione sicura in rotte un tempo inaccessibili e ora percorribili a causa del ritiro dei ghiacci.
L'imbarcazione monitora inoltre il flusso di acque calde che dall'Atlantico si immettono nell'Oceano Artico — un indicatore chiave del cambiamento climatico globale — attraverso i già citati mooring, i sistemi di ancoraggio subacquei carichi di sensori.
Non mancano studi di frontiera curati in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), come il progetto "ICE-BLUE". Questo programma serve a studiare gli effetti psico-fisici del confinamento sugli equipaggi (in ambienti che per isolamento sono considerati analoghi alle missioni spaziali) e a campionare microrganismi nei sedimenti marini profondi.

Un avamposto per la deterrenza alleata

Gli osservatori internazionali mostrano un crescente interesse per la rilevanza geopolitica di iniziative come High North. Il controllo della regione artica e la conoscenza dettagliata dell'ambiente sottomarino sono infatti pilastri per la deterrenza multidominio della NATO, necessaria per monitorare i movimenti della Flotta russa del Nord, attiva proprio a ridosso di questi quadranti.
Un impegno strategico e silenzioso che vede, ormai da anni, una nave della Marina Militare e il suo equipaggio in prima linea nei ghiacci dell'Alto Nord.

Immagine di copertina: la nave da ricerca Alliance (A 5345) durante una spedizione oceanografica in acque polari. (Foto: NATO)